Il marzapane, lubecchese o veneziano?

Lubecca, splendida città adagiata sul Mar Baltico, tra rigogliose foreste e tranquilli canali, è principalmente famosa per il marzapane. Lì è una vera istituzione, tanto da essere una sorta di orgoglio nazionale teutonico. Ogni guida, ogni negozio, ogni ristorante mostra trionfante qualche accenno alla storia di tale dolciume e ovviamente lo stretto legame che lo lega alla città anseatica. Eppure il marzapane non è nato a Lubecca. Le sue origini non sono del tutto chiare sebbene i suoi ingredienti principali, mandorle e zucchero, fanno più pensare al medio Oriente che al mar Baltico.

            La parola marzapane pare abbia origine dall’arabo martaban che letteralmente ha tutt’altro significato, ossia “pentola di ceramica” dove veniva conservato il gustoso elemento, e questo contenitore a sua volta prendeva il nome dal luogo di produzione, ossia da Mataban una città situata nel moderno golfo del Bengala. Verosimilmente fu proprio da questi luoghi esotici che la ricetta ebbe la sua origine, oltretutto la sua semplicità ne fece un punto forza: essa si basa su un composto di zucchero e mandorle ed è resistente alle alte temperature e dura nel tempo. Questa preziosa leccornia veniva commercializzata dagli Arabi verso l’Occidente tramite le bramose e sempre presenti galee veneziane che ne fecero subito tesoro. Mancava però un nome adatto, ed essendo i mercanti lagunari i più esperti di “marketing” del periodo, utilizzarono quello che per loro era più vicino all’originale, vale a dire il “martaban” che divenne velocemente marzapàn (poi in lingua italiana marzapane). Il marzapàn si diffuse velocemente ma non attecchì mai a Venezia, i palati patrizi non erano per nulla affascinati da questa morbida poltiglia biancastra, sebbene ne consumassero una discreta quantità. Nelle ricette coeve semplicemente non esiste, non viene mai citato, e nessun dolce veneziano lo contiene. Eppure le mandorle sono ben presenti nei dolci lagunari, se pensiamo al celeberrimo mandorlato che ha reso famoso il Veneto in tutto il mondo.

Insomma, il marzapane transitò per Venezia, qui trovò il suo nome ma poi prese altre strade, ma quali?

            Per districare l’ingarbugliato quesito sull’origine del marzapane si deve tornare così a Lubecca che oltretutto diede i natali a Thomas Mann, anche lui amante della città di Venezia. Ed ecco che il cerchio finalmente si chiude e l’intreccio si districa piano piano. Lubecca e Venezia, in effetti, un po’ si assomigliano, entrambe sono circondate da acque, entrambe erano città libere, entrambe godevano di una vivace comunità mercantile che di fatto governava la città sotto le pseudo insegne di un senato. Entrambe serbavano nel proprio tessuto sociale una grande fierezza, e un forte senso di appartenenza, tanto da condividere la purezza di nascita dei propri cittadini. A Lubecca se non si è nati tra le mura antiche non si è lubecchesi, così come a Venezia se non si è nati in città, o meglio in laguna, non ci si può definire veneziani.

Fu probabilmente proprio Thomas Mann che introdusse la leggenda che continua ad essere diffusa sul nome del marzapane, specie in Italia. Secondo lo scrittore l’etimologia è legata a “marci pani”, il pane di Marco (san Marco) e lui vedeva Venezia come una città dal ricco fascino orientale, l’antica porta che univa l’Oriente con l’Occidente. Il marzapane era appunto frutto di questa ulteriore trovata veneziana, dall’esotica India alla anseatica Lubecca passando per la sua amata laguna.

In effetti fu così, anche il marzapane, sebbene la sua origine sia chiaramente orientale divenne famoso grazie ai mercanti veneziani che lo fecero conoscere in tutta Europa, specie a Lubecca dove divenne il dolce nazionale.

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